Casi Clinici

CASI CLINICI

Casi clinici prima/dopo

Alcuni esempi di casi clinici trattati persso lo Studio Daniel Celli.

Nel corso della prima visita ortodontica possono essere evidenziate molteplici varietà di malocclusioni, le più importanti delle quali sono mostrate in queste pagine.
LEGENDA: quadrato nero: PRIMA DELLA TERAPIA quadrato blu: DURANTE LA TERAPIA quadrato rosso: DOPO LA TERAPIA. Tipi di malocclusioni secondarie ad abitudini viziate
SUCCHIAMENTO DELLE DITA

Presenza di ipertrofia adenoidea o tonsillare, deviazione del setto nasale, presenza di allergie. Interposizione e spinta della lingua tra i denti anteriori, e non sul palato, durante la deglutizione.

Quando gli elementi dentali non hanno uno spazio adeguato per posizionarsi correttamente in arcata, si parla di affollamento. In alcuni casi, per una corretta risoluzione della malocclusione, è necessario estrarre alcuni denti permanenti. Nell’esempio sono state espanse le arcate, senza estrarre denti.

Quando i denti hanno a disposizione uno spazio eccessivo nelle arcate, si parla di diastemi. Per diastema si intende lo spazio presente tra un dente e l’altro con mancanza del punto di contatto. Un corretto trattamento ortodontico prevede la chiusura di tali spaziature.

A volte la discrepanza scheletrica è dovuta ad un mascellare superiore troppo grande. In questi casi, nel bambino, è opportuno frenare la crescita del mascellare superiore con opportuni dispositivi ortodontici/ortopedici.

In alcuni casi i rapporti delle basi ossee sulle quali sono inseriti i denti possono risultare alterati. Nell’esempio la mandibola risulta più piccola di quanto dovrebbe essere. Nel paziente in crescita si può stimolare la crescita della mandibola con diversi dispositivi ortodontici. La correzione della discrepanza scheletrica ha permesso non solo la risoluzione della malocclusione, ma ha determinato un miglioramento nel profilo della paziente.

Condizione nella quale si assiste ad una crescita eccessiva e sproporzionata della mandibola. L’approccio terapeutico, nel bambino, può essere simile al precedente. Sebbene in alcuni casi si renda necessario il ricorso alla chirurgia ortognatica da effettuare a fine crescita, negli eccessi mandibolari non severi una terapia non chirurgica permette il raggiungimento di un buon risultato di compromesso in diversi pazienti. Nel paziente adulto, e in alcuni bambini, l’approccio combinato ortodonzia/chirurgia è spesso l’unica soluzione. I risultati sono comunque ottimi.

Normalmente i denti superiori si trovano più esternamente rispetto a quelli inferiori. Quando questo non avviene si parla di cross-bites o morsi crociati. Si può verificare sia nei settori anteriori (Morso Crociato Anteriore) sia nei settori laterali delle arcate (Morso Crociato Laterale). Vanno corretti il più precocemente possibile.

Situazione caratterizzata da una eccessiva copertura dei denti frontali inferiori da parte dei denti frontali superiori.

In questa situazione i denti frontali superiori non coprono adeguatamente i denti frontali inferiori. In alcuni casi si può osservare un “buco” fra l’arcata superiore e l’arcata inferiore.

Per risolvere alcune malocclusioni, caratterizzate da gravi discrepanze scheletriche, è indispensabile associare l’ortodonzia alla chirurgia ortognatica. Scopo della chirurgia è quello di fornire una buona relazione tra le basi scheletriche.

Alcune riabilitazioni protesiche necessitano di una fase preparatoria ortodontica. L’ortodonzia ha il compito di posizionare correttamente gli elementi dentali lasciando spazi adeguati per la riabilitazione protesica successiva.

Ortodonzia nel paziente che presenta problemi connessi all’articolazione temporo-mandibolare. La sintomatologia di questi pazienti puo’ andare dalla presenza di rumori (click) nell’apertura e nella chiusura della bocca, a dolori riferiti a cause diverse ed a zone differenti (collo, spalle, testa, orecchio), fino ad arrivare, nei casi piu’ gravi, all’impossibilita’ di svolgere i movimenti.

Tale tecnica prevede l’applicazione delle apparecchiature sul versante linguale degli elementi dentali, risultando pressoche’ invisibile durante le normali attività di relazione.

Tale tecnica prevede l’applicazione delle apparecchiature sul versante linguale degli elementi dentali, risultando pressoche’ invisibile durante le normali attività di relazione.